La produzione della variante militare della One Ten ha avuto inizio nel 1985. Varianti militari speciali del One Ten erano anche costruiti da Otakar in Turchia, e da JRA a Sydney per l’esercito australiano dal 1987, quest’ultimo alimentato da un motore Isuzu diesel.

Nel 1990, subito dopo la commercializzazione del 90 e 110 con il nome Defender, Land Rover da via al piano “core military vehicles” ossia una piattaforma nello stabilimento di Solihull dedicata esclusivamente alla costruzione della Defender con specifiche militari. La Land Rover Defender è un veicolo multi-piattaforma offerto in tre lunghezze di passo (90, 110 e 130) e in una varietà di stili di carrozzeria – Pick Up, Hard Top, Station Wagon e Double Cab. La combinazione di un robusto telaio in acciaio e un leggero ma forte corpo in alluminio offre elevata capacità di carico utile con un basso centro di gravità.

La progettazione e la costruzione della Defender la rende adatta per l’adattamento di applicazioni specialistiche, tra cui piattaforme per armi, ambulanze, veicoli di comando e di veicoli attrezzati per la marina e le operazioni con clima estremo.

Per queste ragioni le versioni militari delle Land Rover sono le più ricercate dai collezionisti di tutto il mondo, un’pò per le loro caratteristiche tecniche che in parte le differenziano dai veicoli costruiti per il mercato civile, un’pò perché hanno quel fascino in più di unicità che rendono ogni veicolo unico, in ogni veicolo militare all’interno dell’abitacolo è rivettata la targhetta militare con inciso il numero di telaio del veicolo, il numero di targa militare, il Contract Number (Questo è il numero del contratto quando il veicolo è stato ordinato dal Ministero della Difesa a Land Rover) e Code No. (il codice che identifica il tipo di veicolo specifico).

Nell’identificazione militare il veicolo di questo servizio, viene definito come Truck Utility Medium GS Cargo Soft Top 12V 4X4 Land Rover 110 V8 Petrol 90bhp.
E si… avete letto bene, non è il solito 110 con sotto il classico diesel aspirato, questo è un raro 110 ex Mod con il suo bel motore benzina V8 del 1990.

Per carità, non che il classico 4 cilindri 2.5 diesel aspirato di 67bhp, montato su quasi tutte la Land Rover dell’esercito di Sua Maestà sia un cattivo motore, anzi è sicuramente uno fra i più robusti e longevi motori Land Rover. Ma voltete mettere il gusto di guidare una 110 motorizzata con il V8 benzina in confronto al 4 cilindri diesel?

Seppur depotenziato a 90 bhp il 28G ( è il tipo di motore 3528cc che montano questi 110 V8 Mod) rispetto ai motori delle civili che sviluppano 115 bhp e sempre il Top dei motori Rover montati sui “One Ten”, ricco di coppia e anche se non brillano per potenza in assoluto sono estremamente elastici, unico difetto il consumo, ma si sa!

Alla guida

Sulla carta potrebbe anche deludervi un V8 in grado di sviluppare una potenza di quasi 100cv ma alla guida questa One Ten non delude certo.

Ho fatto abbastanza fatica a farla arrivare a 130, forse un po’ per paura mia, visto che non mi fidavo della gommatura, monta le Michelin XZL – 7.50 R16, la classica gomma presente su tutte le Ex Mod, ottima in fuoristrada, un’po’ rumorosa e poco adatta sull’ asfalto.

Cerchi in acciaio Heavy Duty, per capirci quelli montati sulle Wolf, che, anche se non sono quelli di serie dell’epoca, i classici 5.5F X 16, le donano un’aspetto sicuramente più “hard”. Tutti i difetti che risaltano sull’asfalto, in fuoristrada diventano pregi: lo sterzo morbidissimo e senza sensibilità è in realtà molto robusto, e serve a poter correre su piste sterrate senza che il volante faccia movimenti pericolosi. Le sospensioni rigide servono ad assorbire qualsiasi impatto.

La posizione di guida permette di vedere lontano e di scorgere perfettamente gli angoli dell’auto. La frizione pesante è in realtà molto sensibile, e consente di uscire dal fango senza alcuna esitazione.

Nel fuoristrada ha superato ogni mia previsione, è indistruttibile e si può contare su riduttore e blocco del differenziale centrale (tutto con una leva “vecchio stile”).

Ho superato ogni ostacolo con un filo di gas e tanta attenzione a non rovinarla. Se posso fare un appunto è grande per il fuoristrada, è sicuramente da tenere in considerazione la mole dell’ One Ten nei passaggi più stretti, gli oltre 4 metri e mezzo di lunghezza possono essere una difficoltà nei tornanti più stretti ma individuarne gli ingombri nelle manovre è facilissimo con un’po’ di calma si arriva ovunque.

In città non c’è storia, vi basterà uscire dal garage e già tutti vi noteranno, non solo per la sua livrea NATO green ma per l’inateso canto del V8 che vi regalerà gli sguardi di tutti i passanti, è sicuramente un mezzo che fa la differenza rispetto agli altri fuoristrada.

-Pierluigi Ducci-

L’articolo integrale puoi leggerlo sul Land Italia Magazine N.27

Condividi con i tuoi amici

Scrivi