E’ impressionante vedere un mezzo di questa statura fare certe cose con una tale semplicità

Bene bene bene… Non vorrei dirvelo, ma il nostro caro Direttore sapete cos’ha fatto? Mi ha chiesto se volevo tornarmene a casa…
Sì, in Inghilterra! E per un motivo a cui non avrei proprio potuto dire di no. Ma per fare esattamente che cosa a casa mia? Beh, a fare proprio quello che mi piace di più: giocare con le Regine! Ho prenotato un aereo da Malpensa direzione Solihull, dove al mio arrivo sono stato accolto da un amico a noi già noto da tempo e che ora si occupa proprio di ciò che sono andato a fare: provare sui tracciati della Land Rover Experience Center test ground tutta la gamma delle Land Rover, dalla Evoque alla mitica Defender.

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A questo punto Michael Bishop, il mio host della giornata, a bordo della nuovissima Range Rover L405, mi chiede cosa voglio fare con la macchina. Gli rispondo che mi interessa vederla dare il meglio di sé, in modo che i nostri lettori possano capire per bene che modello nato in casa Land Rover è in grado di fare quello per cui la Casa inglese è famosa. Vediamo un attimo il modello della nostra prova.

Range Rover sdv8 4.4 Lt Vogue

Potenza: 250Kw / 339 Cv, Coppia: 700 Nm 1750-3000(giri/1’), 4,367cc V8 32 valvole Longitudinale; Trasmissione: ZF 8HP70 8speed Automatic + Terrain Response 2; Peso: 2,360 Kg (modello in prova e ordine di marcia); 0-100 Kmh: 6,9 secondi; Velocità max: 217 Kmh; Capacità serbatoio: 105 Lt; Cerchi: 20” STYLE 2 silver; Colorazione e finiture: Santorini Black con interni pelle Ebony Black e legni Grand Black.
Eventuali optional sono da calcolare a parte.

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Abbiamo per le mani e per le prossime due ore la più bella SUV della terra ed io, con addosso i miei anfibi pronti per il fango, per scattare le foto di questo servizio, inizio a salire e scendere dal lato passeggero (lato sinistra perché la nostra vettura è con la guida a destra) e, ogni volta che risalgo a bordo, comincio a portare un po’ di fango dentro l’auto! Scusa Michael, ma sai com’è… «Aahhh don’t worry!». Certo, non ti preoccupare Colin, questa è una Range Rover, l’auto che negli anni 70, quando si sporcava dentro, si lavava con la canna dell’acqua. Beh, le primissime sì, poiché dentro erano di vinile. Ma questa regina da quasi 110000 euro direi proprio di no, anzi… Aveva per fortuna dei bei tappeti in gomma molto spessa firmati Range Rover, che alla fine del nostro giro si potevano lavare benissimo. E allora, sporchiamola pure, girando nel circuito della Land Rover Experience! Passiamo dai solchi, alle rampe inclinate al 45%, alle discese ripide, ai buchi dove è possibile mandare in tilt il Computer di bordo che, invece, molto rapidamente prevede quale ruota necessita della giusta coppia e massima trazione, quando l’altra gira a vuoto.

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È impressionante vedere un mezzo di questa statura fare certe cose con una tale semplicità. Affrontiamo un’inclinazione di 45° in terza ridotta, arriviamo quasi in cima, ma lei non ce la fa… Slittano le ruote anteriori che cercano disperatamente di arrampicarsi e di non scivolare indietro: OK, freno a mano, fermi tutti. Piede ancora sul pedale del freno, retromarcia, via il freno a mano (non ha più da tempo la leva, ma un tasto), controlliamo che lo sterzo sia dritto e con il controllo del motore torniamo verso il basso della rampa. Ora Michael mi chiede «che cosa ho sbagliato Colin?». Gli dico che la marcia era troppo lunga, quindi meglio la seconda o la prima, e che doveva attaccare la rampa con più decisione e non mollare l’acceleratore fino in cima. Giusto!

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Però dall’altra parte, in discesa, la regola era diversa: dovevamo scendere piano piano col Terrain Response2, il sistema di controllo della discesa HDC; è automatico quando viene selezionato AUTO e serve quando il guidatore non riesce a scegliere da solo quale dei comandi dare al cambio. Quindi la Range Rover sceglie da sola quale funzione sia più adatta ai parametri rilevati dal computer di bordo e dal comportamento di ogni ruota. Diciamo che con il comando AUTO chiunque può guidare, anche senza esperienza, questa L405 in fuoristrada.

Passiamo dal saliscendi al profondo passaggio nella melma, un tratto dove l’acqua arriva praticamente al limite della sua capacità di guado o meglio, arrivare fino a toccare i 900mm di immersione. Nell’abitacolo non entra neanche una goccia d’acqua e il silenzio, mentre facciamo tutte queste prove, è fenomenale. Nonostante ci si aspetti di sentire gli otto cilindri rombare da sotto il cofano, il propulsore invece è quasi una delusione, perché in realtà non si sentono minimamente fino a che non vengono “risvegliati”.

La raffinatezza di questa regina è assolutamente senza pari direi. «Vuoi un massaggio shiatsu, Colin?» e Michael preme un tasto sullo schermo TFT da 10” e sento un rilassante massaggio alla schiena, che fa sempre piacere!

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Lui, di origine australiana, io, beh… Dico a un certo punto: qui ci vuole del buon Rock ’n’ Roll, magari un po’ di AC/DC? Accende la radio… ooopps! Scusa, ho detto una parolaccia. La radio si trova sulle Regine di qualche decennio indietro. In questa c’è un impianto HI-FI della Meridian, con 1700W di potenza che escono attraverso 29 diffusori. E, allez, lets Rock ’n’ Roll baby! «Ora tocca a te Colin, You drive!». WOW, che onore!!! Non credo che presto avrò 110000 euro da spendere in un’auto, ma se li avessi… Beh, ve lo devo proprio dire? Mi conoscete. Già! Ma non nera però, magari quel rosso che avevo visto prima nel parcheggio. Una cosa è certa, per qualunque modello fra i motori a disposizione scegliete il 3.0TDV6 o il 4.4SDV8 oppure la Supercharged 5.0Lt V8: il divertimento è garantito, on or off the road!
Perché per questa regina qui, non c’è proprio limite alle cose che può fare.

Colin Buckley

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