C’era una volta Goodwood… e c’è ancora. E’ solo un po’ cambiato. Non è più il “circuito salotto” realizzato da Lord March nella parte della sua tenuta adibita ad aeroporto durante la Seconda Guerra Mondiale. Non c’è più quasi traccia del circuito che negli Anni Cinquanta ospitava il Tourist Trophy, che nel 1962 fu teatro dell’incidente che pose di fatto fine alla carriera di Stirling Moss e nel 1970 di quello in cui perse la vita Bruce McLaren, provando una vettura sport in vista della Can-Am.
Di fatto, oggi non esistono più le leggendarie curve Madgwick, Fordwater, St.Mary, Lavant e Woodcote, così come la famosa chicane prima del traguardo, dove all’inizio degli Anni Ottanta, Harold Musgrove, all’epoca numero uno del gruppo BL, veniva di nascosto per provare l’ebbrezza della velocità al volante delle vetture gruppo A preparate dall’Austin Rover Motorsport, ma solo un tratto di 1,8 chilometri – chiamato Hillclimb – per un breve “tirata” a tutto gas attraverso nove curve che i più veloci percorrono in circa una quarantina di secondi.
Nondimeno all’inizio dell’Estate questa località del West Sussex diventa per un fine settimana la capitale mondiale della velocità e della passione per le belle automobili. Merito del Goodwood Festival of Speed che ogni anno attira mediamente 150.000 persone e numerosi piloti, glorie del passato e “driver” ancora in attività. Organizzato dal 1993 tra la fine di Giugno ed i primi di Luglio in una data che non si sovrappone mai con quelle del calendario della Formula 1 o di altri importanti appuntamenti motoristici, il Festival di Goodwood è una gigantesca festa dell’automobile.
Non potendo infatti avere più l’autorizzazione necessaria per riportare le corse a Goodwood, gli organizzatori hanno dapprima richiamato le automobili d’epoca, che sono ancora oggi il fulcro della manifestazione, poi poco alla volta le hanno affiancate con esibizioni di auto da rally su un tracciato sterrato e con un’affascinante esposizione, che di anno in anno diventa sempre più importante, come testimonia del resto il crescente numero di costruttori presenti, che qui mostrano le loro ultime novità ed un sempre maggior numero di anteprime assolute. Quest’anno è stato, ad esempio, il caso di Alfa Romeo, Bentley, Ford, Infiniti, Jaguar, Lexus, Lotus, Maserati, Mazda, McLaren, Mercedes, Peugeot ed ovviamente di Land Rover che al Goodwood Festival 2014 ha portato la Range Rover Sport SVR e quella personalizzata dallo Stelth Pack. Una sorta di grande passerella pubblica che, in un’area tutto sommato ristretta, mette sotto gli occhi degli appassionati alcune delle più belle e significative automobili sportive del passato ed il più avanzato schieramento di auto superprestazionali dei giorni nostri.
All’unicità dell’evento concorre non poco la parte agonistica. L’edizione 2014ha richiamato una novantina di piloti della F1 odierna come Kimi Raikkonen e Jenson Button e del passato, come i pluri-iridati Emerson Fittipaldi e Jackie Stewart, ma anche piloti di Indianapolis, della NASCAR, delle grandi gare di durata come vincitori della 24 Ore di Le Mans – Emanuele Pirro e Henri Pescarolo su tutti – rallisti, come Loeb, Waldegaard e Auriol. Non sono mancati neppure campioni delle 2 ruote come Giacomo Agostini. A Goodwood insomma tutto ciò che è legato al passato ed al presente dei motori si fonde generando un’atmosfera unica che catalizza l’attenzione degli appassionati della velocità di tutte le parti del mondo.

Paolo Ferrini

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